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Off The Report 2012 - Prima puntata

in onda Domenica 27 maggio 2012 alle 21.00

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    Off the Report apre con un’inchiesta su Venezia, dove si sta costruendo una delle più grandi opere del mondo, il Mose, che servirà per proteggere la città dall'acqua alta e dove grazie a una legge speciale lo Stato ha fatto arrivare  11 miliardi di euro.

    Eppure il Comune non ha i soldi per fare la  manutenzione e svende i suoi gioielli. I danni alle fragili strutture di Venezia sono causati anche dal moto ondoso del traffico navale, eppure un decreto del governo ha consentito l’accesso a piazza San Marco di navi grandi quanto il Titanic. Il servizio ripercorre le contraddizioni delle politiche e degli investimenti pubblici sulla città che è patrimonio dell’Unesco.

    A seguire una dettagliata inchiesta a sulla gestione degli appalti e la costruzione dei porti da parte di privati, in particolare il caso di  Imperia, Fiumicino dove a costruire è il gruppo Caltalgirone. Vediamo quale è stato il ruolo in tutto questo dell’ex ministro Scajola e di come lo Stato ha perso l’occasione di promuovere lo sviluppo economico e rimpinguare le pubbliche casse favorendo di fatto una gestione opaca di un bene comune come le nostre coste.

    Parliamo anche del contenzioso giudiziario riguardante le emissioni elettromagnetiche della Radio Vaticana e del contenuto delle ultime perizie effettuate.

    Vediamo infine come funziona lo smaltimento dell’amianto nel nostro Paese e a quali rischi andiamo incontro nei prossimi anni.


    NOTA DEL 08/06/2014 SULL'INCHIESTA "I MERCANTI DI VENEZIA"
    DI CLAUDIA DI PASQUALE

    A distanza di due anni dalla nostra inchiesta "I Mercanti di Venezia", a giugno 2014, è esplosa l'inchiesta della procura sulla presunta tangentopoli veneta legata agli appalti del Mose. Tra le persone coinvolte nelle indagini compaiono alcuni dei soggetti da noi intervistati, tra cui il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, finito agli arresti domiciliari con l'accusa di un presunto finanziamento illecito per la campagna elettorale del 2010, e tre dei nomi sottoposti alla misura di custodia cautelare in carcere: l'ex ad della società Thetis Maria Teresa Brotto e i due ex presidenti del Magistrato alle acque di Venezia, Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva. Quest'ultima due anni fa aveva dichiarato nel corso della sua intervista di essere stata "costretta" a lasciare il suo incarico anzitempo, dopo avere sollevato dei dubbi sulle “cerniere” del Mose. Oggi invece dovrà rispondere come Cuccioletta del reato di corruzione. Entrambi, infatti, secondo l'accusa avrebbero ricevuto “denaro ed altre utilità” allo scopo di non fare “controlli e rilievi idonei a rallentare l'attività del Consorzio Venezia Nuova”. Nello specifico la Piva avrebbe ottenuto, secondo l'accusa, oltre 327mila euro per fare dei collaudi all'Ospedale di Mestre, mentre Cuccioletta avrebbe ricevuto su un conto estero 500mila euro, avrebbe fatto assumere la figlia presso la società Thetis, controllata del Consorzio Venezia Nuova, e ottenuto un incarico per il fratello da 38mila euro. Secondo le indagini, fondamentale sarebbe stato il ruolo di Maria Teresa Brotto, che nella nostra intervista minimizzava l'assunzione della figlia di Cuccioletta presso la società Thetis garantendo l'obiettività dei controlli del Magistrato alle acque. Un sistema quello del Consorzio Venezia Nuova dove un ruolo strategico l'avrebbe giocato anche un altro dei nostri intervistati, l'imprenditore Piergiorgio Baita ex presidente della Mantovani, che arrestato l'anno scorso con l'accusa di false fatture ha già patteggiato un anno e dieci mesi e pagato 400mila euro.

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